Falling skies (serie tv-2011)

Falling Skies (2)

Coloro che immagino Spielberg come il favolista dei giorni nostri, come colui che vede un possibile incontro alieno esclusivamente ”pacifico”, allora non hanno dato un’occhiata ai suoi ultimi capolavori. Rimanendo ai tempi di ET, di Intelligenza Artificiale, all’alieno che vuole tornare dai suoi simili e all’umano che lo aiuta, al mondo futuristico di un bimbo robot che vuole la sua mamma,ecc.

Falling Skies non è questo, non ha come argomento centrale un’amicizia fra umano e alieno, ma al contrario una lotta per la sopravvivenza della specie umana di fronte ad alieni spietati e decisi nella conquista del pianeta. Tuttavia, chi conosce Spielberg sa bene quanto questo regista abbia infinite qualità che gli permettono di non essere mai scontato.

La trama è sentita e risentita senza ombra di dubbio: Falling Skies racconta la storia dei sopravvissuti ad un’invasione aliena che, nei sei mesi dopo il massiccio attacco che ha sconvolto il pianeta, cercano il modo di combattere il nemico invasore.

Al centro del racconto c’è il personaggio di Tom Mason (Noah Wyle), un professore di storia che ha perso la moglie nel corso dell’attacco. Tom si unisce al 2nd Mass, il reggimento guidato dal Capitano Weaver (Will Patton) che riunisce i sopravvissuti, insieme ai suoi figli Hal (Drew Roy) e Matt (Maxim Knight), di soli otto anni. Oltre a proteggere Hal e Matt, Tom è determinato a ritrovare Ben (Connor Jessup), il suo terzo figlio, che è stato rapito dagli alieni.

In un mondo in cui ogni giornata si trasforma in una dura lotta per la sopravvivenza, Tom Mason e i suoi figli si uniscono a civili e soldati nella guerra contro gli invasori, con la speranza di restituire un futuro all’umanità. Aiutato dalla dottoressa Anne Glass (Moon Bloodgood), medico con la quale Tom stringe un forte legame d’amicizia, e da alcuni fra i combattenti più valorosi del gruppo, Tom ci racconta l’ultima storia in cui Steven Spielberg – produttore esecutivo della serie – ci parla di alieni.

Una storia in cui persone comuni si trasformano loro malgrado in eroi che rappresentano l’ultima speranza del genere umano…

E’ questo l’elemento che gioca a favore di Spielberg: l’elemento delle persone comuni, inizialmente spaventate dalla minaccia aliena, che lottano con tutte le forze sperando di salvare ”il salvabile” e di andare avanti malgrado la perdita dei propri cari.

La serie tv statunitense creata da Robert Rotad e prodotta da Styeven Spielberg ha debuttato nel giugno 2011 ed è composta da dieci episodi (forse proprio il piccolo numero di episodi incrementa l’illusione che ci si trovi davanti ad un lungomentraggio e non a semplici puntate di una serie).

La fotografia e lo stile ricordano vagamente lost, la tecnica del fiato sospeso, dell’episodio chiave alla fine di ogni puntata, rende lo spettatore curioso, stimola la voglia di seguire le avventure dei personaggi di Falling Skies fino alla fine. Tuttavia, si spera che una buona idea non si trasformi in un’interminabile vicenda a tratti ripetitiva.

Se dobbiamo paragonarlo a lost, allota è inevitabile pensare che ci sia il rischio di un lungo numero di episodi, ma ci affidiamo ad un grande regista come Spielberg, che da sempre è riuscito a regalarci solo capolavori della fantascienza.

Un buon inizio!

 

Il trailer

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